Sport – PGS

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LO SPORT NELL’ORATORIO

La nostra via è quella di un servizio educativo della Comunità Cristiana offerto attraverso lo sport.


Siamo
 convinti che la pratica sportiva può essere un grande strumento educativo, se non è ridotta a fatto agonistico spesso mitizzato o a semplice riempitivo del tempo libero.

Significativi elementi educativi dello sport possono essere individuati nel campo dello sviluppo psico-fisico e nelle relazioni interpersonalinei comportamenti che richiedono sacrificio di lealtàautocontrolloperseveranza nel raggiungere un obiettivonella gratuità e neldisinteresse di chi coglie nello sport un’occasione per migliorare  e gli altri. Ed è questo modo di concepire lo sport che ci sta a cuore.

E’ la Parrocchia cheattraverso l’oratorio e la polisportivascommette sullo sport e quindi se ne fa caricoindicando le linee educative, approvando la scelta degli Allenatori/educatorie dei Dirigenti e curandone la formazione.

destinatari delle attività della Polisportiva sono i ragazzigli adolescenti e i giovanidi entrambi i sessi e di qualsiasi condizione, e le loro famiglie. In cordiali rapporti con le altre Società Sportive presenti in cittàvogliamo offrire a tutti la possibilità di vivere uno sport come la nostra ispirazione cristiana rappresenta.

Il fine della Polisportiva Giovanile Salesiana Torregalli è concorrere all’armonica e integrale crescita del ragazzopiù che dell’atleta.

La rigorosità dell’impegno nel vivere la disciplina sportiva non ha come fine il raggiungimento di risultati in campionato, bensì la crescita dei giovani . Lo sport è un nobile mezzo, ma non un fine.

Il tutto sviluppato attraverso il metodo educativo salesiano volto a formare dei buoni cristiani ed onesti cittadini.

L’ALLENATORE – UN EDUCATORE SPORTIVO

Noi sappiamo che lo sport inteso come semplice apprendimento del gesto motorio, non è educativo per sé stesso, ma assume valore in relazione allo stile con cui viene proposto e praticato. Ebbene questo stile dipende in gran misura dagli Educatori Sportivi. In ogni esperienza educativa, infatti, prima delle parole e anche prima delle attività, c’è la figura di chi educa. Visto il fascino che lo sport esercita sui giovani e il molto tempo che essi passano con il loro allenatore, egli diventa una figura educativa non certo di secondo piano.

All’educatore sportivo, anzitutto, sono affidate persone, ragazzi, adolescenti, giovani, prima ancora che atleti. E’ necessario dunque che l’educatore nello sport abbia in sé e coltivi quelle virtù che lo fanno maestro di vita ed esempio nella semplicità del suo comportamento, prima ancora che allenatore di muscoli o abile organizzatore. E’ questo il primo criterio nella scelta e nella conferma di un allenatore o un dirigente ed il Consiglio Direttivo della PGS Torregalli se ne fa garante.

All’educatore sono affidati ragazzi perché facciano attività sportiva, occorre allora che l’educatore abbia sia la capacità e le conoscenze tecniche della disciplina che gli compete, sia le attitudini per operare con quella precisa fascia di età di cui si occupa.

Si deve tentare di passare dall’allenatore (solo tecnico) all’educatore (anche tecnico) e arrivare alla figura dell’allenaeducatore”, che deve garantire la competenza di tipo tecnico, la capacità educativa e la testimonianza e coerenza di vita nell’ambito dell’attività sportiva, che viene curata per la crescita completa del giovane.

Per cui va detto subito che l’allenaeducatore” non è “solo” un allenatore, non è “solo” un educatore, ne tanto meno uno psicologo o una persona dotata di particolari carismi. L’ allenatore è una persona competente in tecnica sportiva nell’ambito di una disciplina e aiuta i ragazzi a giocare nel modo migliore, come educatore è una persona capace di rapportarsi con loro in maniera serena, armonica, aiutandoli a maturare umanamente .

E’ la Comunità Educativa Parrocchiale che partecipa in modo attivo alla vita della PGS Torregalli che affida fiduciosamente agli educatori sportivi il compito di seguire i ragazzi. Essa è consapevole che dal loro operato traspare la sua stessa immagine, per questo chiede loro di essere in sintonia reale con le sue finalità e il suo stile e di coltivare un cordiale rapporto anche con gli animatori e coordinatori dell’ oratorio.

All’educatore sportivo è chiesto di saper collaborare con le altre figure educative presenti nella PGS Torregalli e nell’oratorio, perchè insieme come comunità, si è al servizio degli stessi ragazzi, senza assolutizzazioni della propria realtà o inutili irrigidimenti, ma operando in sintonia e fiducia reciproca.

Preoccupandosi dei ragazzi gli allenatori e i dirigenti non dimentichino che i primi educatori sono i genitori, con essi coltivino un rapporto di cordiale attenzione, di aiuto per il vero bene del ragazzo, suscitino collaborazione per la squadra, e garantiscano però allo stesso tempo di essere gli unici a decidere circa le scelte tecniche della squadra.

La figura ideale dell’educatore sportivo nella PGS Torregalli è quella che si riconosce nel volontariato gratuito, perché ciò esprime più chiaramente il servizio che è lo stile della comunità cristiana e aumenta l’incidenza della testimonianza e l’efficacia della proposta.

Si vuole ricordarealcune virtù di un educatore sportivo:

  • la pazienza
  • il dominio di sé
  • la fermezza mai ispida coniugata con la dolcezza
  •  il rispetto dei ragazzi e delle loro famiglie
  •  la capacità di dare e ricevere fiducia, di perdonare e di chiedere scusa.

ATLETI E OBIETTIVI EDUCATIVI

I ragazzi, gli adolescenti e i giovani di entrambi i sessi e di qualsiasi condizione sono i soggetti e i protagonisti della PGS Torregalli e siamo certi che le loro esigenze più vere non sono di natura tecnica ma educativa nel senso più pieno di questa parola.

E per la loro educazione attraverso lo sport, la nostra Comunità Educativa Pastorale ha fatto sorgere e spera di continuare a scommettere sulla PGS Torregalli.

Per la loro crescita individuiamo alcuni valori di riferimento, che sono gli obiettivi a cui tendere nel lavoro educativo. Essi vanno poi declinati in maniera diversa secondo le fasce d’età: dei bambini (6-11), ragazzi (11-14), adolescenti (14-18), giovani (over 18).

Educare alla gratuità

Lo sport è nella sua natura un gioco. Esso non ha carattere produttivo, ma è bello e gradito per sè stesso. E’ gratuità. Ci sta a cuore che i nostri ragazzi sperimentino gioia e festa, creatività e fantasia, appropriazione della propria corporeità e libera espressività, ricarica interiore, pacificante incontro con gli altri e soddisfazione di dare il meglio di sé. Questo è essenziale soprattutto per le fasce d’età dei più piccoli. Il clima in una squadra deve sempre favorire la capacità di stringere amicizie schiette, favorire il dialogo e l’apertura verso gli altri, l’espressività di sé e delle proprie doti, il coinvolgimento e la partecipazione di ciascuno alla vita della squadra non possono essere soffocati da un rigido criterio selettivo in relazione al raggiungimento dei risultato o della spettacolarità.

Dobbiamo dunque vigilare che tra i ragazzi non si formino rivalità, non ci siano prepotenze o mitizzazioni di nessuno e che la squadra non sia un veicolo di forme di devianza di nessun tipo. Davanti ai singoli casi si intervenga con saggezza e tempestività, sentiti anche gli altri educatori e, se il caso, anche i genitori. Sappiamo che la libertà più vera non è mai il frutto di uno stile di vita determinato dalle voglie e dal disimpegno, né tantomeno dalla prepotente affermazione di sé.

Vogliamo anzi educare i ragazzi al rispetto ideale e rigoroso delle regole e degli impegni assunti, intesi come le direzioni verso cui incanalare le proprie energie per dare il meglio di sé. Con chi è in difficoltà si sia comprensivi, con chi è pigro stimolanti, sempre ricordando che la vita è più grande di una palestra o di un campo di gioco.

Educare all’agonismo

L’agonismo è una componente insopprimibile della pratica sportiva, il desiderio di vincere e di ottenere risultati è un positivo fattore di stimolo e di miglioramento. Infatti può generare e irrobustire grandi virtù : Il dominio di sé, la tenacia, la fortezza, lo scommettere sulle proprie risorse, la padronanza del proprio corpo, lo spirito di rinuncia, la fedeltà ai propri impegni . E’ banale infatti dire “l’importante non è vincere, ma partecipare”, ma non vogliamo che questo porti a quelle esasperazioni di risultato e di demonizzazione dell’altro che spesso caratterizzano la pratica sportiva. La competitività non è applicata “contro” l’altro, ma al gioco e alle prove che esso comporta, si gioca insieme, non contro. Il linguaggio e gli atteggiamenti degli alleducatori mettano in evidenza tutto ciò. Vogliamo vivere l’agonismo come rispetto leale delle regole del gioco, capacità di sacrificarsi per un bene superiore, rispetto del concorrente e riconoscimento del suo valore, disponibilità alla collaborazione nella squadra, i ragazzi (specialmente quelli in età adolescenziale) possono trovare in un sano agonismo una grande occasione umanizzante. In questa prospettiva il “tifo” soprattutto dei genitori e degli adulti va educato con rigorosità, la PGS Torregalli riconosce sia la carica stimolante di una buona tifoseria, sia i reali effetti deleteri sulla sua azione educativa di un tifo volgare e aggressivo. In questo caso la PGS Torregalli si riserva di tutelarsi contro ogni forma di penalizzazione educativa ed economica.

Educare alla sconfitta

In un mondo che considera solo i vincitori, è un traguardo ambito quello di imparare a perdere senza considerarsi perdenti, da qui dipende in larga misura l’equilibrio emotivo e la tenuta di personalità di chi sta crescendo. Se in squadra c’è una atmosfera favorevole, ci si educa alla sconfitta quando si va oltre lo sterile atteggiamento di cercare scusanti ad ogni costo, di imprecare alla sfortuna o all’arbitraggio, di trovare il capro espiatorio, ma si impara a riconoscere i propri limiti e le cadute di forma senza farne una tragedia, si sottolinea la solidarietà di squadra, si incoraggia a fare quel passo preciso che è mancato in partita. Con questo non si vuole educare all’indifferenza verso la sconfitta, essa è sempre un segnale verso un impegno maggiore, e quindi uno stimolo educativo da non far cadere. Sono preziosi i momenti di confronto di verifica in squadra, di espressioni dei propri stati d’animo e delle proprie sensazioni, che la saggezza dell’educatore sa orientare verso un rinnovato impegno. Non si dimentichi che una sconfitta in partita non coincide necessariamente con una reale sconfitta nella crescita complessiva di sé.

Educare alla vittoria

Educare alla vittoria è forse più difficile perché l’euforia trascina con sé ogni considerazione possibile, ma anche questo aspetto della vita di squadra necessita di considerazione educativa. La vittoria è una esperienza importante, ci fa comprendere che l’uomo è fatto per andare perennemente oltre se stesso e chi si ferma non godrà mai la pienezza della vita. Un allenatore sappia gioire con i suoi ragazzi evidenziandone il superamento di paure, la generosità, lo spirito di abnegazione e di dedizione, la nobiltà di stile verso l’altro, il concorso corale della squadra per il conseguimento della vittoria.

Bisogna altresì educare i ragazzi al fatto che una vittoria sportiva è relativa al cammino di crescita complessivo della loro personalità, perché nessuno si illuda che una vittoria sul campo coincida con la vittoria nel grande stadio della vita. Di conseguenza nessuno sia eccessivamente mitizzato, né lo spirito di squadra trascenda nell’arroganza e nel conseguente abbassamento di tono dell’impegno.

LA STRUTTURA

 Ci sono alcune parole chiave su come è strutturata la PGS Torregalli

prima parola chiave è CORRESPONSABILITA:

Il gruppo , che guida la Polisportiva, può funzionare bene e raggiungere i suoi obiettivi se i membri hanno coscienza della loro situazione di interdipendenza e se ne accettano le leggi e le conseguenze.

Si deve operare con “co-esione” e “cor-responsabilità”. La coesione esprime la situazione oggettiva di un insieme dove le diverse parti occupano ciascuna il posto e il ruolo che le compete. La corresponsabilitàesprime l’atteggiamento soggettivo della coscienza dei diversi membri, ciascuno dei quali accetta la parte di responsabilità degli altri, e ciascuno è pronto a rispondere davanti agli altri del proprio compito, assolto con la preoccupazione dell’unità della persona del giovane, che resta sempre il destinatario del proprio servizio educativo sportivo.

seconda parola chiave è AGILITA’:

Centri di decisione identificabili, organigrammi che regolino chiaramente la responsabilità, calendari precisi, professionalità, lavoro sodo, Certo, non si vogliono creare maxi strutture la cui gestione appanna la bellezza del lavorare insieme o soffoca la qualità dei rapporti, né calendari sportivi così fitti da dimenticare che tutti (ragazzi o responsabili) hanno una vita più ampia di quella sportiva.

terza parola chiave è FLESSIBILITA’:

Proprio perché la PGS Torregalli nasce dalla vita dell’oratorio, gli orari e i ritmi delle attività sportive dovranno essere in sintonia con le attività dell’ oratorio e della parrocchia. La scelta dei campionati o dei tornei, la loro durata , la loro collocazione in particolari fasce di orari e giorni, va fatta alla luce del complessivo bene della crescita dei ragazzi.

Inoltre si conservi sempre la possibilità di concordare lo spostamento di una partita o di un allenamento qualora ci fossero motivi ragionevolmente importanti per il più ampio cammino educativo di quella fascia d’età, senza compromettere la serietà e la continuità che la pratica sportiva richiede.

quarta parola chiave è VERIFICA:

Si deve essere attenti alla qualità educativa del proprio lavoro, e almeno una volta all’anno verificare se gli obiettivi del Progetto Educativo Sportivo sono quelli che realmente si perseguono. E’ necessario che gli allenatori e i dirigenti verifichino anche questo aspetto oltre che quelli tecnici e organizzativi che sono al servizio di un buon cammino educativo.

quinta parola chiave è ACCOGLIENZA:

Significa saper creare un clima di relazioni interpersonali amichevoli, prima, tra i giovani stessi e, poi, fra gli alleducatori e giovani, in cui prevale la confidenza reciproca, la spontaneità, il dialogo, la condivisione.

E’ fondamentale l’accettazione dei giovani così come sono, senza troppi filtri che selezionano l’entrata e, spesso, facilitano l’uscita da un ambiente educativo.

Ci sono dei “criteri” di ammissione, pena il dequalificare l’ambiente educativo ; ma sono ridotti al minimo affinché ad ognuno sia data la possibilità di intraprendere un cammino educativo.

L’accoglienzagenera una circolazione di reciproca amicizia, stima e responsabilità, al punto da suscitare nel giovane la consapevolezza che la sua persona ha un valore ed un significato che oltrepassa quanto egli stesso aveva immaginato. E questo mette in azione ogni sua migliore energia.

L’accoglienza tocca più profondamente quando a coinvolgere il giovane non è solo una persona, ma tutto un ambiente carico di vita e ricco di proposte.

sesta parola chiave è OLTRE:

Proprio per la nostra concezione di sport che rammenta sempre che l’atleta è un uomo, la Polisportiva, insieme ai gruppi Oratoriani ed alla comunità educativa pastorale tutta, si deve fare carico di stimolare con incontri, attività, feste ed esperienze non solo strettamente sportive, i ragazzi e le loro famiglie. “Oltre” può spingerci a cercare risposte nuove attraverso lo sport quali, nuove discipline, modi diversi di praticarle, una maggiore attenzione al mondo femminile, e un particolare riguardo al mondo dell’handicap .

CONSIDERAZIONI EDUCATIVE

Focalizziamo alcuni aspetti settoriali che hanno una notevole rilevanza educativa nella vita della PGS Torregalli.

In caso di passaggio di un ragazzo ad un’altra società sportiva, la Polisportiva non si opporrà, perché le famiglie e i ragazzi sono liberi di scegliere ciò che ritengono meglio.

Si vuol essere in cordiali rapporti di collaborazione con le altre società sportive, in ogni caso non si stringano accordi che limitino la libera azione dei settori sportivi e della polisportiva tutta, nonché la libera scelta della famiglia e del ragazzo. Si mettano anzi in guardia le famiglie (o, se abbastanza grandi i ragazzi stessi) davanti a possibili abbagli sul futuro sportivo che si prospetta e le si consiglino disinteressatamente e con rispetto.

Una attenzione particolare meritano LE SQUADRE DELLA FASCIA DEI GIOVANI “OVER 18”. Esse sono il termine del lavoro educativo della PGS Torregalli.

 A tali squadre è richiesto non tanto di esser blasonate da allori sportivi, quanto l’esemplarità per i più piccoli, essi devono poter vedere nelle persone della prima squadra positivi esempi.

Inoltre il coinvolgimento dei giovani over 18 nella vita della squadra, del settore sportivo e della polisportiva deve esser maggiormente sottolineata perché nessuno si senta cliente, ma protagonista della vita della polisportiva. Li si educhi a collaborare sia nelle diverse forme di servizio sia in quelle educative, tra essi devono essere coltivate le nuove leve educative della PGS Torregalli.

VICENDE DISCIPLINARI

Le vicende disciplinari relative ad un atleta siano condotte con rispetto sia del ragazzo che della sua famiglia. Un allenatore non sia mai lasciato solo nel prendere decisioni disciplinari verso un ragazzo, ma siano coinvolti i responsabili del settore sportivo.

Bisogna altresì ricordare che le considerazioni tecniche tattiche sono subordinate a quelle educative, e le prime non possono determinare le seconde. Anche eventuali provvedimenti disciplinari delle Federazioni, che sono da applicare, non sostituiscono la valutazione educativa degli educatori. Davanti a situazioni particolarmente delicate è buona cosa che se ne parli con discrezione nelle sedi opportune, sottraendole così al possibile pettegolezzo, in ogni caso se ne parli sempre con “Responsabile della Formazione” della Polisportiva, che può avere altri elementi di valutazione.

ORGANIGRAMMA

La PGS Torregalli è, come da statuto così organizzata:

PRESIDENTE: Rappresenta l’associazione, presiede il consiglio direttivo, coordina l’attività associativa,indice le riunioni del Consiglio direttivo, indice le assemblee dei soci come previsto da statuto, tiene i rapporti con le istituzioni e le altre società.

VICEPRESIDENTE RESPONSABILE DEL’ORATORIO: E’ il responsabile della formazione e il garante che l’opera della polisportiva rispetti i principi cristiani e salesiani, supporta il responsabile degli eventi nel coordinare gli eventi pastorali annuali in cui la polisportiva è maggiormente coinvolta.

VICEPRESIDENTE ESECUTIVO:sostituisce il Presidente in caso di sua assenza, coordina le attività sportive, coordina i responsabili di attività e, insieme a loro, gli allenatori, Coordina i responsabili eventi, strutture e rapporti con le federazioni.

TESORIERE: E’ il depositario dei documenti e delle scritture contabili, rileva le entrate e le uscite, contabilizza le quote sociali, redige il rendiconto economico e finanziario, redige il libro di cassa.

SEGRETARIO: Organizza e gestisce l’attività di segreteria dell’associazione (iscrizioni, pagamento quote, emissioni tessere ecc..) in collaborazione con il Vice presidente, redige il libro dei verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, redige il libro dei verbali delle assemblee dei soci, redige il libro degli associati, è responsabile delle somme a lui affidate e provvede ai pagamenti laddove è autorizzato da consiglio o presidente, gestisce le pratiche in caso di infortunio, propone nuove attività al consiglio e le pubblicizza.

RESPONSABILE SETTORE CALCIO A 5 E A 7: Gestisce i rapporti tra gli allenatori e il Consiglio, gestisce i rapporti con atleti e loro genitori, organizza e gestisce i tornei e le manifestazioni, organizza eventuali ritiri per le squadre.

RESPONSABILE SETTORE FORMAZIONE:Organizza e cura insieme al responsabile dell’oratorio gli aspetti relativi alla formazione sia educativa che tecnica da fare ai soci.

RESPONSABILE SETTORE ALTRE ATTIVITA’:Gestisce le attività di danza e pallavolo oltre ad eventuali nuove attività proposte dalla polisportiva, gestisce i rapporti tra gli alleducatori e il Consiglio, gestisce i rapporti con atleti e loro genitori,organizza e gestisce la partecipazione agli incontri, agli stages e alle manifestazioni.

RESPONSABILE STRUTTURE ED EVENTI: Coordina insieme con i responsabili di attività e allenatori la gestione del magazzino, coordina l’organizzazione di cene e manifestazioni, coordina gli eventi pastorali annuali in cui la polisportiva è maggiormente coinvolta.

RESPONSABILE RAPPORTI CON LE FEDERAZIONI:Tiene i rapporti con le varie federazioni (UISP, Unione QKD, CONI,CSEN,AICS,etc. ), aiuta il segretario per i tesseramenti, tiene i rapporti con l’assicurazione, aiuta il segretario per redigere richieste di rimborso in caso di incidenti, provvede alle iscrizioni e ai tesseramenti per i vari campionati.

Si considera compito peculiare delle figure sopra menzionate  l’applicazione del Progetto Sportivo Educativo, la scelta o la conferma degli alleducatori, in pieno accordo con il Vicepresidente responsabile dell’oratorio, programmare ed effettuare periodiche verifiche del lavoro svolto alla luce del Progetto Sportivo Educativo.

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