Testimonianza del Viaggio in Terra Santa: Un pellegrinaggio sulle orme di Gesù
“Nazareth, da questa cittadina nel nord dell’attuale Israele tutto è partito, e da qui parte anche il nostro pellegrinaggio.”
Così ha inizio il cammino di alcuni componenti della nostra comunità che, insieme ad altre persone di due parrocchie fiorentine, hanno avuto la fortuna di fare in Terra Santa. Non un semplice “viaggio”, ma un pellegrinaggio sulla via del Signore, guidati dalla maestria, semplicità e sensibilità di don Lucio, un salesiano che vive da più di 40 anni in Israele e che ha fatto ripercorrere la storia di Nostro Signore alla luce del Vangelo non perdendo mai di vista il presente, il quotidiano.
Grazie alla loro testimonianza proveremo a comprendere quella che è stata la loro esperienza:
“Passeggiando per le strade di Nazareth si continua a respirare l’aria dell’antico agglomerato di case in cui duemila anni fa una ragazzina e un artigiano hanno detto un SI, o forse è meglio dire IL SI, che ha cambiato il mondo. Nell’aria questo gesto di fedeltà risuona ancora forte ed è quasi palpabile.
Il nostro percorso è poi proseguito sulla strada che hanno percorso Maria e Giuseppe verso Betlemme, strada e strade che sono anche state i palcoscenici in cui Nostro Signore ha svolto la sua predicazione terrena.
Così abbiamo potuto respirare ed ammirare la bellezza del monte Tabor e del monte delle Beatitudini, dove realmente viene voglia di piantare una tenda e rimanere a contemplare e pensare. Abbiamo poi lasciato la Galilea per scendere in Giudea, a Gerico. Sul fiume Giordano sono state rinnovate le promesse battesimali. Il fiume fa anche da confine tra Israele e la Giordania e i campi minati e le pattuglie militari ne evidenziano tutta l’asprezza. Questo clima stride con il fatto che lungo questo corso ci sia stato il luogo dove predicava e battezzava Giovanni, luogo in cui si è manifestato lo Spirito Santo. Purtroppo nonostante le colombe continuino a essere presenti devono stare attente a dove si posano perché potrebbero incappare in una mina.
Proseguendo a viaggiare ci allontaniamo dal corso del fiume e ci inoltriamo in quello che è un ambiente completamente desertico. Arriviamo dunque a Betlemme in quello che era prima un piccolo capoluogo della Giudea ma che adesso è una grossa periferia di Gerusalemme in territorio palestinese, per poter capire come fosse ai tempi di Nostro Signore dobbiamo usare l’immaginazione.
Da Betlemme ci spostiamo in quella che è la meta finale del nostro pellegrinaggio, Gerusalemme. Città meravigliosa e affascinante, piena di luoghi simbolici e pieni di significato, città santa per le tre principali religioni monoteistiche. Se è vero che qui ebrei, mussulmani e cristiani trovano la vera essenza del loro credo forse si può pensare che questo Dio sia uno solo, sia lo stesso per tutti e forse con un po’ più di comprensione e rispetto reciproco il mondo sarebbe migliore. Seguendo la cronologia dei vangeli ci spostiamo nella zona in cui Gesù e i discepoli hanno fatto l’ultima cena. Poi, scendendo verso la valle del Cedron, ci spostiamo dove si presume ci fosse la villa di Caifa e dove Pietro rinnegò Gesù. La cosa che qui più colpisce è l’antica strada romana contorniata dai resti delle case. Sicuramente Gesù ha percorso questa strada per recarsi all’orto degli Ulivi. Probabilmente l’ha percorsa in uno stato di angoscia, insieme ai discepoli ancora inconsapevoli di ciò che sarebbe successo, intorno, nelle case, si consumava la quotidianità. Orto degli Ulivi e Getsemani: altri due posti belli in cui stare rilassati e lontano dal caos della città tanto che qui i discepoli si addormentano. Si percepisce il contrasto con lo stato d’animo di Gesù che ha chiaro cosa succederà da lì a poche ore, quanto dovrà patire, e quanto sarà grande il carico che dovrà portare sulle sue spalle. Da qui le cose precipitano e torniamo in città dove troviamo il suo caos, il suo quotidiano e ci ritroviamo nel lisostrato all’ombra della spianata del tempio. Qui Gesù viene interrogato ma non parla quasi più, quello che aveva da dire lo aveva già detto. Poi la sentenza e ci si avvia verso il luogo dell’esecuzione. Anche noi percorriamo quella che all’incirca è stata la strada percorsa da Gesù verso il Golgota. Possiamo bene immaginare quello che è stato il clima che ha trovato e che probabilmente, non si discosta molto da quello dei nostri giorni. Questo percorso ci avvicina e ci chiarifica alcuni passi del vangelo e ci aiuta, anche se forse non c’è bisogno, a capire la drammaticità del momento. Arriviamo al posto dove si presume sia il Golgota ed a pochi metri il Sepolcro. Qui purtroppo il costruire nel tempo tempi, chiese e basiliche e ben visibile tuttora e lascia molto perplessi. E ancora più perplessi lasciano i contrasti che ci sono per accaparrarsi questi luoghi tra i vari gruppi cristiani. Cristo ha detto “amatevi gli uni gli altri” qui invece dei seguaci di questo stesso Cristo si litigano per tre sassi.
Un grazie finale va a Don Lucio prezioso “Virgilio” nel nostro pellegrinaggio che ci ha fatto vivere il vangelo nella realtà, e a Don Giorgio, Don Pierre e Don James che hanno organizzato e reso possibile il tutto. Una esperienza unica per quanti vogliono illuminare le verità della fede con le verità della storia. Un viaggio intenso, emozionante e indimenticabile!”
